terça-feira, 15 de junho de 2010

MATERIAL SOBRE A IMIGRAÇÃO ITALIANA II

Veneti nel Mondo


anno VI - numero 11 - novembre 2002
Speciale Meeting giovani oriundi veneti San Paolo

A Jundiai, città fondata da contadini veneti, il prologo al Meeting dei Giovani Oriundi Veneti dell’America Latina

panorama della cittadina di Jundiai

A una sessantina di chilometri da San Paolo, vastissima metropoli di 18 milioni di abitanti che dal 8 al 10 novembre ospita il Meeting dei Giovani Oriundi Veneti dell’area Latino-Americana, sorge quella che per il Brasile può essere considerata una piccola città di "sole" 293 mila anime. Anime in gran parte italiane, in quanto l’ottanta per cento sono discendenti degli emigrati che lasciarono la nostra penisola e, a partire dalla fine dell’Ottocento, vennero a insediarsi in queste terre. La lingua prevalentemente parlata dai coloni era il veneto. Contadini scappati dalla miseria delle campagne padane e prealpine e che qui, tra le colline ancor oggi ricche di vegetazione e verdissime, nonostante l’incalzante avanzata del cemento e dell’asfalto, trovarono migliori condizioni per ricominciare con dignità e soddisfazioni la faticosa vita dei campi.
Proprio da Jundiai, la cui principale attività economica non è più l’agricoltura ma l’industria, è iniziata la serie di incontri della delegazione partecipante al Meeting di San Paolo, guidata dall’assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon. 

Il sindaco di Jundiai, Miguel Haddad, numerosi assessori ed esponenti dell’imprenditoria locale, hanno accolto nel grande e moderno municipio gli ospiti veneti, manifestando particolare soddisfazione per la presenza di un rappresentante della regione che diede i natali a quei pionieri che "contribuirono in modo decisivo" - è scritto in un messaggio ufficiale consegnato a Zanon – prima allo sviluppo agricolo e poi, attraverso i loro discendenti, a quello commerciale industriale e sociale della città, che attualmente si colloca al settimo posto in termini di importanza economica nello Stato paulista. Un dato significativo di questa realtà, posta anche geograficamente in una posizione privilegiata perché facilmente raggiungibile da molte grandi città brasiliane (dista, tra l’altro solo 130 chilometri da Santos, uno dei principali porti del Sudamerica), nella quale l’imprenditoria veneta gioca un ruolo di primo piano e dove opera un Circolo Italiano molto attivo, è dato dal tasso di disoccupazione, che è dell’8 per cento, contro il 18 per cento del Brasile. 

"Siamo qui non solo per testimoniare il nostro affetto per la vostra comunità – ha detto Zanon – ma anche per individuare insieme a voi dei percorsi di collaborazione che ci consentano un reciproco arricchimento in termini economici e culturali". L’assessore, dopo aver illustrato le peculiarità del sistema produttivo veneto e risposto a precise domande sulla "cultura d’impresa", che ha fatto della nostra regione uno dei modelli più studiati a livello internazionale, ha suggerito di individuare dei settori di intervento specifici sui quali concentrare l’azione di avvicinamento e di dialogo tra l’ambiente produttivo veneto e quello jundiaiense. "Ma non basta incontrarsi – ha ribadito il sindaco Haddad -, dobbiamo anche essere concreti in queste ipotesi di cooperazione: per questo, sin da ora, auspichiamo l’organizzazione di un simposio per concordare ambiti precisi di interscambio in campo economico, tecnologico e culturale". E a tal fine il vice console italiano di San Paolo, Luigi Estero, ha offerto la propria disponibilità e collaborazione per promuovere in tempi brevi questo appuntamento.
Il sindaco ha quindi donato a Zanon un grappolo d’uva stilizzato, simbolo scelto da Jundiai per ricordare le proprie origini: la vite, portata qui da quei contadini veneti che attraversarono l’oceano.


il sindaco di Jundiai consegna a Raffaele Zanon il grappolo d'uva

Nenhum comentário:

Postar um comentário